sabato 30 maggio 2020

Fotografie

Fa parte del mio lavoro scattare foto. Sono le immagini che vanno a documentare l' esame ecografico, particolarmente quando viene fatto durante una gravidanza.
Non sono immagini artistiche, ma servono a dimostrare che il bambino sta crescendo bene e sano.
Ma sono foto.
Ovvero immagini che dicono: "Oggi, 30 maggio 2020, questo bambino sta bene." Immagini che fermano un attimo specifico.
Allo stesso tempo, però, io non sopporto di essere fotografato e non mi piace (soprattutto) aprire vecchi album, scatoloni o scorrere gallerie di foto digitali.
Quelle rare volte che mi succede, lo faccio da solo.
Perché liberare delle foto espone sempre al pericolo di emozionarsi, in positivo come in negativo,
Si può passare dal sorriso alla lacrimuccia in un attimo.
Mi imbarazza condividere.
Le foto dei luoghi dove sono stato sono, per me, più accettabili, di solito mi suscitano qualche curioso aneddoto e quasi nessuna nostalgia.
E poi, soprattutto, non amo vedermi in foto così come non amo sentire la mia voce registrata, perché nessuna delle due corrisponde alla percezione che ho di me.
Non parliamo dei selfie in pochi o in tanti, sono un male necessario al quale talvolta mi sottopongo per quieto vivere.
So di essere nato nei giorni del segno astrologico del sagittario, un segno che viene rappresentato talvolta da una freccia lanciata, e, anche se le stelle non hanno alcun influsso sulla mia vita, questo simbolo mi rappresenta bene.
Sono una freccia cicciona che attraversa l'aria diretta a centrare un bersaglio a me ignoto, guardo in avanti e basta.
Però ci sono anche foto che mi piace guardare, e su Instagram ci sono tre amici: Pino D'Emilio (@pelagiodafro4), Alessandro Morbidelli (@alessandro_morbidelli) ed Angelo Canaletti (@angelo_canaletti), che mi affascinano con i loro scatti da guardare in silenzioso godimento.
Mentre bevo un caffè.


giovedì 28 maggio 2020

Non Respiro

Guardando la serie TV WATCHMEN mi chiedevo come mai la questione razziale fosse così presente in una serie USA.
Questo perché sono un idiota.
Perché credevo che negli USA il razzismo fosse quasi scomparso.
E invece, con impressionante regolarità, si verificano episodi di aggressioni ai danni di membri della popolazione afro-americana da parte della polizia.
“Non riesco a respirare.” Ha detto George Floyd, l'ultima vittima.
Una frase che i miei colleghi che lavorano in rianimazione hanno sentito spesso negli ultimi mesi, ma stavolta non era colpa di un virus che invadeva i polmoni, era colpa del ginocchio di un poliziotto sulla gola.
E io che relegavo cose del genere a romanzi, film e serie di un certo tipo.
Che cretino!
L'ho già detto.
Non meritiamo di sopravvivere al Coronavirus.

martedì 26 maggio 2020

Post triste

E nonostante tutto, la vita va avanti.

Ironico che questa frase voglia anche dire che la morte va avanti, perché ogni giorno che passa si avvicina sempre di più.

Mi sono svegliato allegro oggi, eh?

In realtà sto come al solito.

Anche questa mattina sono andato a vedere quanto fosse sveglia Ida, la madre di mia moglie, che assistiamo in casa e che soffre di una forma mista di Alzheimer Parkinson denominata PSP (paralisi sopranucleare progressiva).

A partire da dopo Pasqua sta peggiorando, dorme sempre di più, e darle da mangiare è sempre più complicato.

Insomma, ci sta salutando.

Avete presente la storia di Benjamin Button? Quello che nel film nasce vecchio e muore neonato?

Sta succedendo a Ida, solo che la sua involuzione verso il neonato è solo del sistema nervoso, non dell'intero organismo.

Perché vi tedio con queste riflessioni?

Perché mi fa male salutarla così, mi fa male vedere che la sua malattia le ha tolto (e mi ha tolto) alcuni momenti che condividevamo insieme come vedere l'Eredità la sera mentre la davo la cena.

Adesso lei mangia ad occhi chiusi, quasi dormendo, e io mi ostino a tenere la TV accesa, ma non ci sarebbe quasi più motivo.

E penso che se a me fa male, quanto male farà a mia moglie e (quando potranno venire a trovarla) ai suoi fratelli che vivono a Roma e a Napoli.

Loro, tra l'altro, non hanno vissuto la progressione, ma la rivedranno peggiorata di parecchio dopo quasi quattro mesi.

Ma posso essere così stupido, a sentirmi triste per una “suocera”?

Mi sto rammollendo con la vecchiaia.

Comunque non mi arrendo, al pomeriggio un cucchiaino di cremina zucchero/caffè continuerò a darglielo finché posso.

sabato 23 maggio 2020

Falcone

23 maggio 1992: attentato di Capaci, muore Giovanni Falcone.
Ieri, in radio, ho risentito questa sua frase:
«L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, è incoscienza.»
Sono parole forti, di quelle che ti fanno pensare ad un uomo granitico, di quelle che potrebbe pronunciare l’eroe di un film di Hollywood (lungi da me offendere la memoria di Falcone e della sua scorta con un simile paragone, sia chiaro) prima di entrare nel covo dei cattivi dove, armato solo del proprio coraggio, ucciderà tutti gli scagnozzi e assicurerà il capo alla giustizia.
Nella vita reale, però, va diversamente. Come sappiamo tutti.
Ventotto anni dopo i suoi colleghi proseguono ad arrestare mafiosi, commissariare consigli comunali, addirittura emettere avvisi di garanzia per operazioni mafiose sugli acquisti di materiale sanitario per la pandemia!
Perché?
Non ditemi che non vi siete mai posti questa domanda.
Io una mezza idea me la sono fatta.
Noi, popolo italiano, siamo geneticamente indotti ad essere proni al potente di turno di cui subiamo il fascino, obliamo i difetti ed aneliamo l’elemosina.
Siamo così, vigliacchi e servili.
Ed è anche ora di dire chiaramente che se in Sicilia si chiama Mafia, in Campania Camorra, in Calabria Ndrangheta, in Puglia Sacra Corona Unita, nelle altre regioni si chiama Sistema, ed esiste ovunque.
E’ la rete che connette imprenditori, uomini politici e finanza, tutti uniti da un denominatore comune: il denaro.
Uno degli esempi è: se vuoi vivere alla grande, e a questo scopo intraprendere una carriera politica o imprenditoriale hai bisogno di denaro e la via più breve è prendere il loro denaro, quello facile che ti lega al Sistema.
Così diventi il potente del luogo, il padrone della città, della provincia, della regione, riverito da quelli ai quali fornisci lavoro e che ti difenderanno contro tutto e tutti, che tiferanno per te sempre, perché l’allenatore della squadra del cuore puoi anche criticarlo critichi, ma il potente lo adori incondizionatamente.
Guardatevi intorno dove vivete, sono certo che ognuno conosce almeno una realtà piccola o grande di questo genere.
Lo so, non è sempre così, ci sono cittadini, imprenditori, uomini politici e della finanza onesti ed etici, ma restano ancora una minoranza inefficace.
La pervasività del Sistema è troppo radicata per permettere di eliminarlo con un colpo di spugna. Bisognerebbe riformare la società dalla scuola, insegnare il senso critico alle persone, ma farlo realmente, in modo da creare talmente tanti cervelli funzionanti da poter concretizzare giudizio ed azione contro tutto questo.
E forse, come dicevo prima, siamo geneticamente tarati.
Geneticamente vigliacchi. Io per primo.
Vi faccio una domanda, avete letto in questo post qualche riferimento specifico a nomi e zone?
No. Eppure ce ne sarebbero da fare. Ma non ho il coraggio di farlo, da solo.
Ecco perché risentire quelle parole di Falcone mi ha fatto venire mal di stomaco.
Perché con la mia vigliaccheria non solo mi sento complice del suo attentato, ma rinnovo la sua morte ogni giorno, girando lo sguardo dall’altro lato e proseguendo a vivere questa vita vigliacca e servile.

giovedì 21 maggio 2020

Botteri & Tartaglione

Ci siamo incattiviti, c'è poco da scherzare.
E non è colpa del Coronavirus, eravamo stronzi e cattivi già da prima. La quarantena, forse, avrà esacerbato gli animi, e vedremo come modificherà ulteriormente i nostri comportamenti familiari e sociali.
Ma la cattiveria gratuita, il mettere alla berlina, prendere in giro i difetti altrui erigendosi a giudici dotati del diritto di satira, beh, questo è qualcosa che ormai è diventato parte integrante della maggior parte di quelli che lavorano in radio, in televisione o nel web da almeno vent'anni.
L'aplomb ironico è stato sostituito da una modalità che sfiora il (e talvolta sfocia nel) bullismo.
Penso a due donne distanti per professione e appartenenza politica e culturale: Annaelsa Tartaglione segretaria di FI e Giovanna Botteri, giornalista Rai.
Sulla Botteri si è dipanata tutta una situazione di “body shaming” da parte della redazione di Striscia la Notizia alla quale la giornalista ha risposto con una educazione d'altri tempi, dando una lezione a tutti.
Sulla Tartaglione circola il video di Un Giorno Da Pecora (trasmissione di RadioUno Rai) che mostra tutta una serie di parole lette con pronuncia sbagliata con dovizia di commenti sfottenti.
Ho visto il video solo oggi e, da padre di un figlio dislessico, ho capito subito che la deputata è affetta da dislessia, cosa di cui ho ricevuto conferma con una banalissima ricerca in rete.
In questo secondo caso, però, pur avendo letto di una precisazione da parte della Tartaglione, non mi pare che la trasmissione abbia replicato.
E mi chiedo, è davvero necessario prendere in giro “di pancia” una persona senza documentarsi un attimo pur di fare un minimo di ascolto e suscitare qualche risatina di approvazione?
Perché non è solo il servizio della trasmissione a fare danni, ma anche (e soprattutto) i commentatori social che immediatamente si tuffano a sparare giudizi che giudizi non sono ma solo puri pregiudizi, quelli nei quali è cosi facile crogiolarsi per tutti noi.
Ennò, non è proprio colpa del Coronavirus.
Siamo proprio più stronzi e incattiviti.
Stiamo involvendoci

martedì 19 maggio 2020

Un attimo

Insomma, non è che sia cambiata poi tanto la mia vita dalla fase 1 alla fase 2. Come prima, vado al lavoro, torno a casa e stop.
E così mi sono trovato a pensare a cose che mi piace fare fuori da questa routine e, in particolar modo, l'ultima volta che ho fatto cose del genere prima della pandemia.
Dunque...
Ultimo film visto in sala: a Dicembre (ahimè!) L'Ascesa di Skywalker, ovvero l'ultimo pasticciatissimo episodio della saga stellare. Un occasione sprecata.
Ultimo spettacolo teatrale: 11 gennaio 2020 Skylight, lavoro teatrale con Luca Barbareschi e Lucrezia Lante della Rovere, e in quell'occasione anche ultima volta alla nostra vineria preferita, dove servono delle bollicine sempre di gran classe (oltre a rossi corposi e distillati stimolanti).
Ultimo Concerto il 25 maggio 2019 a Perugia Palabarton – Antonello Venditti (ok, crocifiggetemi, occasionalmente sono preda di botte di nostalgia, vi rammento che ho 58 anni).
A fine gennaio ultima cena fuori nel nostro locale preferito.
E se avessi immaginato tutto questo casino, saremmo andati almeno nella nostra SPA di fiducia a fare le balene spiaggiate nelle piscine riscaldate.
Ci vuole un attimo a cambiare il modo di vita, proprio un attimo...
Per fortuna il caffè, quello sì, resta sempre lo stesso.

domenica 17 maggio 2020

Divertirsi

E poi, inaspettatamente, capita di divertirsi.
Come mi è successo ieri, dalle 18.45 alle 19.45, in una diretta Facebook insieme ai miei tre amici Alessandro, Pino e Roberto, con i quali componiamo lo scrittore multiplo Pelagio D'Afro.
Abbiamo chiacchierato del nostro romanzo "I Ciccioni Esplosivi" che è stato recentemente rieditato da Il Foglio Letterario, oltre ad altri argomenti come la Maledizione che ci perseguita, problemi con lo pseudonimo che abbiamo, malattie da invecchiamento e orari della cena. Insomma la cosa ci ha davvero soddisfatti.
Se vi va di vederci potete farlo cercando il video sulla pagina Facebook de Il Foglio Letterario o su quella di Pelagio D'Afro.
Potrebbe essere piacevole mentre bevete un pigro caffè domenicale.