venerdì 16 ottobre 2020

VAFFANCULO

Negli ultimi giorni ho vissuto almeno settantadue ore di sorda incazzatura nei confronti di: Politici e Amministratori, Genitori e Figli, Gestori di Bar e Discoteche, Tifosi di Calcio e Società Sportive.
Sono sicuro che una buona parte di italiani abbiano continuato a fare il loro dovere per evitare i contagi, ma non è bastato ed ora tutti quelli che hanno rinunciato in estate ad andare in vacanza continuando a lavorare e a proteggere se stessi e i propri cari hanno alte probabilità di tornare in confinamento (che in italiano equivale a lockdown, mi sono rotto di usare termini stranieri, ok?).
Quindi grazie a Politici e Amministratori per i quali improvvisamente solo da settembre si sono palesati i problemi dei trasporti pubblici, dell'apertura delle scuole, della riorganizzazione del sistema sanitario in chiave Covid, dell'approvvigionamento di dosi di vaccino antinfluenzale e presidi di protezione.
Grazie ai Genitori che guardando ai propri Figli adolescenti ("So' ragazzi, devono sfogarsi") hanno continuato a foraggiarli per potersi divertire al mare, nelle città (a proposito, ma non eravamo in crisi? Dopo i mesi di confinamento sembrava non avessimo poi tanti soldi da sputtanare) per poi tornare a casa e dare origine a focolai di infezione.
Grazie ai Gestori di Bar e Discoteche, categorie notoriamente così attente alla salute degli avventori che nel primo caso permettono loro di bere fino allo sfinimento a qualsiasi età purché paghino e nel secondo chiudono ampiamente un occhio sullo spaccio di sostanze dando prova di una condotta così specchiatamente candida e sfolgorante da poter scommettere ad occhi chiusi che ovviamente se ne sarebbero fottuti delle misure di prevenzione di un misero virus "chetantononcolpisceigiovani". Vi do una notizia, l'età media dei ricoverati STA SCENDENDO!
E grazie alle società sportive e ai tifosi di calcio che senza la loro dose settimanale muoiono. Non solo il Coronavirus sta viaggiando tra le squadre, ma da luogo anche a teatrini che rendono ancora di più una farsa diretta solo dal dio denaro quello che dovrebbe essere uno sport. 
L'antica letteratura è piena di storie in cui lo sbruffone di turno, bravissimo a ingannare il prossimo, si salva per il rotto della cuffia e promette ad una entità superiore che, avendo imparato la lezione, non si comporterà mai più così.
Di solito, però, ci ricasca, e la seconda volta ci lascia le penne.
Possiamo ingannare i nostri simili, ma quando dobbiamo confrontarci con le forze della natura (e un Virus è una delle sue espressioni) dovremmo esercitare umiltà, senso di responsabilità reciproca e altruismo.
Ma non siamo fatti così.
Ho deciso di non arrabbiarmi più e di non accettare alcuna provocazione da negazionisti, no vax, presunti tuttologi e simili.
Vivrò quotidianamente la vita come nel confinamento e mi auguro di arrivare alla primavera (quando dovremmo avere più armi contro il Virus) insieme alla persone che amo e che spero sopravvivano come me.
Ovviamente prendendo le mie precauzioni, e facendo il mio lavoro, aiuterò anche tutte quelle teste di cazzo che non lo meriterebbero, ma ho fatto un giuramento, sono un medico, e non mi tirerò indietro.
Però un VAFFANCULO, almeno qui, posso scriverlo.

giovedì 1 ottobre 2020

Kumari

Per un certo periodo la badante di mia suocera è stata una signora dello Sri Lanka di nome Kumari.

Kumari aveva un vagone di buone qualità, ma un difetto fondamentale: non sapeva fare il caffè.
Le potevi dare qualsiasi tipo di polvere e lei ne faceva scempio, ottenendo una bevanda, credetemi, imbevibile.
Ma Kumari era tenace e nonostante cercassi di batterla sulla velocità, arrivavo in cucina che il caffè era già pronto.
Non restava che berlo e ringraziarla per averlo fatto perché per lei quello era un gesto gentile che non mi andava di rovinarle.
Oggi, che pare sia la giornata internazionale del caffè, al ricordo di Kumari si associa quello di Marta, la cameriera di un resort nei dintorni di Otranto dove andammo in vacanza anni fa.
La prima mattina mi portò il primo caffè (buonissimo) poi, una decina di minuti dopo, incrociando il mio sguardo, con un cenno silenzioso si informò se ne volessi un altro, che accettai.
E per i dieci giorni del soggiorno non ci fu bisogno di ripetere, mi portava la prima tazzina, aspettava un po' e mi portava la seconda.
Ma ci pensate mai a come sarebbe senza un caffè? 
No, meglio di no.


sabato 19 settembre 2020

Leggere fantascienza

Tutto inizia con un regalo di compleanno, il mio, a dodici anni.
Due amici avevano "messo i soldi insieme" per comprarmi un libro: Cronache della Galassia, autore Isaac Asimov, edizione Oscar Mondadori. Uno di loro l'aveva già letto e mi disse che era sicuro che mi sarebbe piaciuto.
Profezia azzeccata.
Non ho mai più smesso di leggere fantascienza in qualsiasi formato, entrando di diritto a far parte di una categoria che dal 2007 ha ricevuto la sua consacrazione con la serie Big Bang Theory: i Geek.
All'epoca quelli che leggevano fantascienza erano solo strani, guardati con diffidenza e sottoposti alla solita, noiosa e monotona domanda: "Quindi tu credi agli UFO,vero?"
Non so se questa fosse una caratteristica solo italiana, fatto sta che su questa domanda si infrangeva il desiderio di poter condividere consigli di lettura, commenti, discussioni.
Perché, vedete, leggere fantascienza non si esaurisce con la fine della storia, ma abbastanza spesso le conseguenze riguardano un piccolo seme di dubbio, di riflessione, di ragionamento che il lettore vorrebbe condividere con altri.
Ora è molto più facile grazie al web, ma nel 1973 era quasi come voler costituire un movimento rivoluzionario clandestino.
Per chi legge fantascienza quello che sta accadendo alla nostra società non è una sorpresa, come non lo sono la tecnologia che ci circonda, le pandemie, i progetti di esplorazione e colonizzazione spaziale finanziati dai privati.
Perfino un film molto ben fatto come The Social Dilemma (in streaming su Netflix) non dice niente di nuovo.
La fantascienza ha sempre avuto il ruolo di luce sul futuro, su un futuro ottimistico o, più spesso, pessimistico, e anche nei suoi romanzi più avventurosi, di quelli che riguardano mondi alieni scrupolosamente descritti, si è sempre fatta carico quantomeno di indagare il mistero della natura umana mostrandone sia le altezze alle quali può giungere così come le più bieche bassezze.
Eppure per tanti, per tanto tempo, questo genere narrativo è stato solo "alieni, astronavi e robot".
Se vi guardate intorno di sicuro un amico Geek ce l'avete, e se volete approcciarvi alla narrativa di fantascienza, chiedetegli qualche consiglio, così per iniziare il viaggio.
Scoprirete storie affascinanti che vi appassioneranno e quando alzerete gli occhi dalla pagina scritta la realtà attorno a voi avrà un aspetto nuovo.
Tranquilli, però, il sapore del caffè resterà sempre uguale.

giovedì 17 settembre 2020

Breve Aneddoto

C'era una volta la proprietaria di due appartamenti: in uno viveva lei e l'altro l'affittava. La signora era fondamentalmente avida e del tutto incapace ad intrattenere rapporti di civile convivenza con terzi. Tuttavia viveva in un complesso di villette bifamiliari dove gli altri condomini erano affabili e gentili, insomma dei vicini come se ne trovano pochi.

La signora, inoltre, era vedova e in litigio costante con il figlio.

Due adulti troppo ben educati presero in affitto l'appartamento della signora e sopportarono anche un rinnovo del contratto con aumento del tutto fuori dal valore di mercato (nonché aggiunta di un tot non dichiarato “fuori busta”) perché la casa e i vicini erano davvero un valore aggiunto.

Ad un certo punto i due decisero di accogliere a casa la mamma di lei e questo scatenò l'invidia della signora perché vedere una donna poco più anziana di lei, ammalata ma attorniata dall'amore dei figli e dei nipoti la spinse a diventare ancora più acida e darsi ai dispetti e al pettegolezzo più gratuito pubblicamente su tutta la loro famiglia.

Alla fine i due cambiarono casa e si prodigarono anche per presentare l'appartamento a due nuovi inquilini, più giovani di loro, che lo presero al volo.

Il nuovo inquilino, però, aveva un carattere molto diverso ed ora la signora si trova a dover affrontare tutte le riparazioni e gli interventi straordinari che non aveva mai voluto fare perché non aveva intenzione di spendere un euro. Inoltre, poiché con il figlio il rapporto si è definitivamente rotto, il nuovo inquilino versa metà affitto (che è stato ridotto secondo i parametri di mercato) a lei e metà al figlio.

Quindi si trova a ricevere un affitto meno della metà di prima dovendo spendere diverse centinaia di euro per gli aggiustamenti.

Tutto questo per non aver saputo tenere la bocca chiusa ed un comportamento educato.

E questa è la storia del caffè di stamattina.

Benritrovati tutti.

martedì 28 luglio 2020

Cucuzza Stanca

Ci siamo.
Anche quest'anno sono arrivato al momento in cui mi sento stanco come una cucuzza. Sarà colpa del caldo, del lavoro, di quello che volete voi, ma anche quest'anno ci sono.
E' quel momento in cui tutto sembra più difficile e faticoso, e si sopportano meno anche le notizie che circolano tra i siti e i social. Mi assale la nausea per la specchiata onestà di Fontana (mentre nelle orecchie sento tutte le frasi di amici e parenti di persone che vivono in lombardia che mi raccontano dello stato di emergenza, della paura, e della situazione ancora adesso molto incerta) e sono sicuro che se la caverà come sempre, per il silenzio che sta calando sulla caserma "Gomorra" in quel di Piacenza, e per le cazzate dette ad un convegno di "negazionisti" tenuto al Senato (organizzato da quel gran genio di Sgarbi) dalla viva voce del Maestro Andrea Bocelli.
A momenti mi commuovevo durante il suo concerto per le vittime del Coronavirus, ora invece riguardandolo non posso non pensare che in quel frangente stesse esibendosi solo per se stesso, per dimostrare al mondo di essere IL tenore, pensando magari al cachet che avrebbe preso ed al ritorno di immagine che ne avrebbe guadagnato, fottendosene, quindi, di quanti morivano lontani dai parenti e venivano caricati sui camion dell'esercito.
Beh, questa cucuzza stanca ha realizzato che l'idiozia non riconosce differenze di razza, sesso ed handicap: Quando sei un coglione sei un coglione e basta.
E poi, detto da un pucciniano, la fortuna del buon Andrea è stata la morte di Pavarotti, altrimenti sarebbe sempre stato il secondo in classifica.
Che volete farci, sono riflessioni da cucuzza stanca.
Forza, un caffè e si riparte!


venerdì 17 luglio 2020

Oca Giuliva

“Ma come, non avete fatto niente per tre mesi e prendete le ferie ad Agosto?”

L' ha detto l'accompagnatrice / oca giuliva di una paziente questa mattina.

Ovviamente la suddetta accompagnatrice (che è familiare di un Coronavirus 19 positivo ora negativizzato) era in giro senza mascherina “perché in famiglia a me non mi ha attaccato” e ovviamente a detta sua “non è poi una cosa così grave, è arrivata l'estate, ed è passato tutto.”

Ho cercato di adoperare la resilienza, ma poi le ho spiegato con molta poca gentilezza che noi tutti abbiamo lavorato durante i mesi scorsi, le ho poi chiesto che lavoro fa (casalinga) e quanto ha risentito del lockdown (per niente, ha un grosso cane ed è sempre uscita quattro volte al giorno).

Ho commentato: “E' per gente con la sua mentalità che sono morti circa centocinquanta colleghi, quante vite sprecate!”

domenica 12 luglio 2020

Non è colpa di nessuno

Ogni tanto, a Napoli, sparano a un ragazzo più o meno maggiorenne. 
Antimo Giarnieri, l'ultima vittima, aveva diciotto anni ed era incensurato.
Notizie come queste passano ormai quasi inosservate, e sotto sotto, anche giustificate con una vago senso di "se l'è sicuramente cercata".
D'accordo, allora provate, per favore, a dare un occhiata al suo profilo Facebook (che ho sbirciato grazie ad un collega, perché su FB io non ci sono) e scoprirete la rabbia di questo adolescente per l'incarcerazione del fratello, l'odio verso gli infami, e una buona base di “gomorrità”.
Dunque se l'è cercata, vero? Cosa volete che faccia uno così se non mettersi nei guai?
Perché non è colpa di nessuno se "una mente debole" si fa traviare da ideali di vita perversi? Non è colpa di nessuno se non gli è stato fatto passare il messaggio che  di qualsiasi sesso, orientamento sessuale, provenienza sociale o colore della pelle si sia, nessuno ha il diritto di usare la violenza su un altro essere umano per prevaricarlo.
E allora forse è una colpa generica, la fantastica colpa della "società", che non possiede mezzi né operatori per poter intervenire, a cui segue tutto quel cumulo di lamentazioni social-chic che annebbiano la coscienza e ci lasciano liberi di poter seguire sulla pay tv la prossima stagione di Gomorra.
Noi, bravi e dotati di un senso critico che ci permette di seguire le vicende dei personaggi come fossero quelli delle tragedie greche ma di non aspirare ad una vita di violenza e organizzazioni criminali.
Noi che viviamo nelle stesse città dove ragazzi giovani e arrabbiati, che vivono di diseguaglianza sociale, invece, si lasciano imbibire da questi esempi senza aver alcun modo di criticarli perché, anche senza violenza, quelli che vanno avanti sono comunque i più "figli di puttana".
Non è certo colpa di Roberto Saviano che ha dichiarato al Mattino di Napoli: “L’artista è responsabile di ciò che racconta, nessun dubbio su questo: la funzione pedagogica dell’arte può esistere, ma questa pedagogia non segue un meccanismo così semplicistico, non è che se io racconto di un killer, chi legge uccide, o se io, al contrario, racconto di Francesco d’Assisi, chi legge diventa santo. In questo caso sarebbe semplice: facciamo così tante serie tv in Italia di una bontà banale e scontata che avremmo un paese di buoni, simpatici e onesti”.
Non è certo colpa di Salvatore Esposito (Genny Savastano) che ha scritto su FB: “I nostri personaggi meritano di morire, TUTTI , ma vi prego esaltate l’esempio POSITIVO ed il talento di Attori/Artisti NAPOLETANI del calibro di Marco d’Amore, Cristina Donadio, Mariapia Calzone, Fortunato Cerlino e di tanti altri che hanno preso parte a #Gomorralaserie. Grazie di cuore !!!”
E non è nemmeno colpa di Marco d'Amore che interrogato in merito ha detto che allora anche i film di Scorsese sui Bravi Ragazzi Mafiosi andrebbero banditi dal cinema americano. 
Insomma se ogni tanto, a Napoli, sparano a un ragazzo più o meno maggiorenne  non è colpa di nessuno.